Il patrimonio UNESCO: il frutto dell’identità culturale del vivere in montagna
Posted By admin on 18 Luglio 2010
La parola “patrimonio” nel senso comune indica un insieme di oggetti, di conoscenze e di ricordi che hanno una qualche importanza preferenziale per un individuo o per un gruppo. Un fotografia in bianco e nero, qualche gioiello di famiglia, i racconti dei nonni possono essere considerati dei piccoli tesori, dei possedimenti irrinunciabili, ma lo sono anche le meraviglie del mondo, come le montagne o il mare, le rovine archeologiche o gli edifici del passato. Questo capitale deriva il suo pregio dai valori sia culturali sia spirituali che gli vengono riconosciuti: questi ‘beni patrimoniali’ ci regalano l’impressione di essere lì per noi, per farsi ammirare, perché ne possiamo godere e sentirci più soddisfatti. Il patrimonio e l’eredità di un popolo in questa visione del senso comune sono proprio il principio, la fonte, le “radici” che plasmano e conducono l’essere umano a essere quello che è nella vita sociale. Il passato e le tradizioni di una nazione sono delle risorse che danno forma e garantiscono una bussola per la vita sociale e le decisioni politiche locali e nazionali. In questo senso il patrimonio non è solo fonte di ispirazione, “radice” di una soggettività ma è in un certo senso il frutto, il prodotto di una scelta di accogliere una tradizione, un’eredità: il patrimonio in parte ci deriva da coloro che ci precedono, è la dote e l’eredità che dai padri muove verso i figli ma in parte è la scelta dei figli che vanno incontro ai padri e i maestri che preferiscono. Il valore del progetto politico Dolomiti Patrimonio dell’Umanità va quindi nel senso di tutelare e valorizzare le più belle montagne del Mondo riconoscendole come luogo di straordinaria bellezza naturale e culturale, considerate come parte integrante sia del contesto in cui le Dolomiti sono inserite sia delle persone che le abitano. Un grande patrimonio, quello del vivere la montagna e in montagna, che va difeso e messo ai primi punti dell’agenda della nuova Fondazione Unesco per garantire in prospettiva non tanto la sopravvivenza ma la dignità morale e sociale di chi quotidianamente si scontra con difficoltà e problemi. Servizi scolastici, sanitari, viari ecc… devono essere considerati non solo prioritari, ma funzionali alla stessa valorizzazione turistica, perché se è vero che con la nuova Fondazione assumono una veste unitaria e continua è altresì fondamentale affermare e denunciare che i diversi territori in cui esse sono confinate partono da considerevoli differenze economiche e di sviluppo. Da qui, a nostro parere, si deve partire, per tradurre in azioni concrete queste necessità, per ridare dignità e rispetto al territorio e alla gente che lo abita, affinché questa importante occasione non si traduca in una nuova illusione ma in progetti concreti, tangibili e condivisi con chi quotidianamente presidia questi luoghi a vantaggio della nostra storia e del nostro futuro che essi rappresentano.



